Matteo Campagna - Le case che galleggiano )(2026)

A contare le teste, il quartiere più popoloso di Heart’s Ballast era il cimitero.
Terranova, 1968. Per il governo l’isola costa troppo: centoquarantatré abitanti, nessuna strada, nessun prete e una bottega che fa credito a tutti e se lo fa restituire con gli interessi. La proposta è generosa: mille dollari a famiglia, una scuola di sei aule, la televisione. E l’idea è semplicissima: mettere le case sui barili e rimorchiarle via mare fino alla costa.
Firmano quasi tutti. Caleb Kearley no, perché sul Colle ha un figlio che il mare non gli ha mai restituito. Zia Bride, levatrice, lavamorti e bestemmiatrice di livello olimpico, firma a una condizione: che qualcuno si porti dietro i morti. La maestra Nora Penney lo promette. Poi, a metà baia, nella nebbia, apre la mano.
A Natale, nelle case nuove sulla palude, qualcuno comincia a bussare. Hanno un sacco in testa e chiedono da bere. Chi indovina il loro nome li manda a riposare. Chi sbaglia si sveglia con i polmoni pieni d’acqua di mare e i vestiti perfettamente asciutti.
Ci sono un funzionario che vomita con metodo, un poliziotto a cui i baffi non crescono, un montone che carica chiunque, una bambina che colleziona parole e un pescatore che ha smesso di parlare undici anni fa. Per arrivare vivi alla fine dei Dodici Giorni dovranno ricordare tutti i nomi, anche quelli che nessuno ha mai pronunciato.
Un romanzo comico e gotico su quello che ci portiamo dietro quando cambiamo casa, e su quello che lasciamo indietro.