Andrea Baldini - Ubi Periculum (2026)

Arezzo, gennaio 1276. Papa Gregorio X giunge in città malato, di ritorno dal Concilio di Lione. Ad assisterlo, tra i servitori del palazzo episcopale, viene chiamato fra Matteo, giovane novizio domenicano abituato al silenzio dello scriptorium e al paziente lavoro sulle pergamene. Non immagina che diventerà testimone di un passaggio decisivo nella storia della Chiesa.
Alla morte del Pontefice, i cardinali devono eleggerne il successore applicando per la prima volta la disciplina della Ubi periculum: una costituzione nata per impedire che divisioni e pressioni politiche prolunghino indefinitamente l’attesa di un nuovo papa. Le porte si chiudono. Gli elettori rimangono separati dal mondo. Fuori, una città intera attende.
Attraverso lo sguardo di Matteo, il governo della Chiesa rivela il proprio volto quotidiano: lettere da copiare, ordini da eseguire, uomini affaticati dal peso delle responsabilità. Guidato dall’esperienza di fra Pietro, il giovane impara a distinguere ciò che ha visto da ciò che viene raccontato, la verità dei documenti dalle voci che attraversano i corridoi.
L’elezione di Innocenzo V sembra confermare la saggezza della legge di Gregorio. Eppure, nei mesi successivi, quella stessa disciplina sarà contestata e sospesa. Matteo ne seguirà il destino fino al 1294, quando una nuova, interminabile vacanza della Sede Apostolica renderà ancora attuale la risposta che molti avevano accantonato.
Ubi Periculum — Il Conclave di Arezzo intreccia vicende documentate e invenzione narrativa in un romanzo sulla fragilità degli uomini, sulla responsabilità della scelta e sul valore della memoria. Perché una pergamena può sopravvivere a chi l’ha scritta, ma soltanto qualcuno disposto a custodirla può consegnarne la voce al futuro.